Cosso: «Il centro storico deve tornare a essere un modello di convivenza, dignità e sviluppo sostenibile»

Riqualificazione urbana, diritti sociali e partecipazione. Sono queste le parole chiave con cui Simona Cosso, esponente di Sinistra Italiana e candidata progressista alla presidenza del Municipio I Centro Est, propone un radicale cambio di rotta per uno dei cuori più vivi e complessi della città: il centro storico

In questa intervista racconta la sua visione e le priorità di un programma che mette al centro le persone, la cultura e la giustizia sociale.

Cosso, partiamo dal suo sguardo sul Centro Storico: quale fotografia restituisce oggi?
Il Centro Storico è un luogo di straordinaria ricchezza storica e culturale, ma oggi è segnato da anni di incuria, svuotamento e disuguaglianze crescenti. Le politiche degli ultimi anni hanno privilegiato operazioni di facciata, lasciando invece irrisolte le fragilità quotidiane: mancanza di manutenzione, crescente insicurezza sociale, crisi abitativa. Serve un cambio di passo, serve coraggio politico.
Quali sono i punti centrali del suo programma per invertire questa tendenza?
Il nostro programma mette al centro la cura dello spazio pubblico, la valorizzazione del patrimonio architettonico, ma soprattutto il diritto all’abitare. Non possiamo più permetterci che ci siano centinaia di appartamenti vuoti mentre tante famiglie faticano a trovare una casa stabile e dignitosa. Serve una politica abitativa pubblica forte, che restituisca sicurezza a chi vive e lavora nel Centro Storico.
Un’altra priorità è il commercio di vicinato: perché è così strategico per i carruggi?
Perché il piccolo commercio e le botteghe di prossimità non sono solo attività economiche: sono presidi sociali, punti di incontro, elementi d’identità. Rilanciarli vuol dire non solo creare lavoro, ma anche rafforzare il tessuto della comunità, contrastare il degrado, promuovere la sicurezza in modo partecipato.
A proposito di sicurezza: che visione propone rispetto all’approccio attuale?
Serve un cambio di paradigma. La sicurezza non si ottiene solo con più controlli, ma con presenza pubblica, cura del territorio e coesione sociale. La nostra idea è quella di una legalità inclusiva, che non discrimini ma crei legami. Riqualificare uno spazio, investire nella cultura e nella socialità è il miglior modo per renderlo sicuro.
Che ruolo gioca la cultura in questa visione?
Un ruolo centrale. Non solo come grandi eventi, ma come lavoro quotidiano fatto da associazioni e realtà di base che animano il territorio e creano opportunità. Oggi però queste realtà sono spesso isolate, senza spazi né risorse. Serve una politica che le valorizzi davvero, riconoscendone il valore collettivo.
Lei parla anche di riforma dei Municipi. In cosa consiste la vostra proposta?
I Municipi devono essere protagonisti delle decisioni, non meri esecutori. Vanno dotati di risorse, strumenti e autonomia reale. Non possiamo parlare di partecipazione se chi rappresenta i territori non ha potere decisionale. La riforma municipale è un tassello fondamentale per una politica locale più giusta ed efficace.
In sintesi: qual è la Genova che vorrebbe costruire nel Centro Est?
Una Genova che non lascia indietro nessuno, che sa unire riqualificazione urbana, diritti e bellezza. Una città dove il Centro Storico non sia un luogo in bilico, ma un modello di convivenza, sviluppo sostenibile e dignità. Ma per arrivarci serve visione, ascolto e coraggio. Noi siamo pronti a metterli in campo.
Il programma completo della coalizione progressista per il Municipio I Centro Est è disponibile sul sito di Sinistra Italiana Genova: sinistraitalianagenova.com.
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